venerdì 17 giugno 2011

Una storia della Barceloneta

Ecco, mi ritrovo a terra con la testa fracassata e le orecchie basse. Prima o poi doveva capitare, mia madre me lo diceva sempre:"fai attenzione quando vai a far provviste! La notte non è mai buia abbastanza". Povera mamma, se ne è andata una mattina, le amiche dicevano che mamma era troppo libertina e volgare, effettivamente è morta dopo una scopata! Che posto di merda che mi sono ritrovato intorno, tutta la vita passata nei vicoli di questo mondo tetro ma non abbastanza. Si, lo voglio dire, urlare! Anche se è proibito! Il mondo non finisce alla fine di questo maledetto burrone che ho davanti! E non m'importa se quella ciablatta di zio Frau dice che oltre il davanzale (che nome stupido per un burrone) non c'è nulla... e non c'è creatura che possa farmi cambiare idea! Anche adesso che sono disteso sul selciato, che non sento più le gambe, anche se dovessi di nuovo affrontare i giganti prima di un nuovo giorno, voglio continuare a credere alla magnificenza di un mondo diverso da questo. Un mondo più grande di quello che vedo. Ora ho freddo. Possibile che non ci sia nemmeno un verme a quest'ora della notte? Provo a tirare un urlo: "aiutooo! C'è qualcuno? Sono Vans!". Nessuno risponde. Certo pure questo nome non aiuta a farsi sentire: Vans. Suona male, è troppo strisciante, non lo capisce nessuno qui. Anche quando ero un piccolo sgorbietto, a scuola, i miei compagni ridevano sempre del mio nome. Ma mio padre era orgoglioso di quel nome. L'aveva visto in uno dei suoi viaggi oltre confine, EXTRA MONDO! lui si che era un grande. Era uno scienziato, almeno per me! Per tutti gli altri del paese era un visionario, un sognatore. È sparito un giorno in tempesta. È saltato su un congegno, un qualcosa... Non si è mai capito bene cosa fosse. Un vortice, un vento, un uragano lo ha risucchiato via ed è scomparso nel nulla dentro un enorme tubo grigio. Dopo la tempesta non è rimasto niente di lui e di tutte le cose intorno, nemmeno un capello o una briciola. Tutto era sparito insieme al mio povero babbo. Ma io ho ancora nella testa le sue parole mentre volava in cielo:"sono libero! E voi non siete altro che dei poveri insetti, siete peggio dei vermi e finirete schiacciati come formiche!". Non proprio un augurio! Non trovate? Ma alla fine aveva ragione. Questo mondo è diventato troppo pericoloso: prima, la notte era tutta per noi, ogni sera era una festa! Ora invece è pieno di pericoli, i mostri non dormono mai e poi non so chi è stato, ma hanno avvelenato il pozzo e le provviste! Viene su dal nostro rifugio uno strano odore di cibo ma è una trappola, io lo so. Ero con la mia amatissima Nike, la mia ragazza, maledetto quel giorno che non l'ho fermata. Eravamo entrambi molto affamati, aveva aperto un nuovo locale: "L'Esca". Io non volevo andarci anche perchè nessuno ne aveva parlato bene. Nike insisteva e alla fine è voluta entrare per forza. Ho aspettato due ore fuori dal locale, poi me ne sono andato. Non l'ho più vista. Il locale ora non c'è più, qui i club e le discoteche notturne aprono e chiudono continuamente. In due mesi che sono al mondo, ho visto all'angolo di questa strada aprire e poi chiudere non so quanti locali: IL RAID (chiuso per spaccio di sostanze nocive) LA CITRONELLA (è andato a fuoco ed è stato impossibile controllare l'incendio) il VAPE (anche questo un covo di scarafaggi) e ora ha aperto l'ULTRASONIC un locale posto in collina, proprio sopra alle tre caverne di fuoco della BTICINO. Da quando ha aperto questo maledettissimo Ultrasonic non si riesce a dormire, manco la notte!  La musica è assordante e poi è sempre la stessa! Come fa a piacere??? Rischio d'impazzire! Molti vicini sono andati a ballare e non sono più tornati, altri sono scappati via in pieno giorno! Io non l'ho fatto e credo di aver sbagliato. Che brutta fine! E pensare che se avessi avuto un figlio lo avrei chiamato proprio come il gigante che mi ha travolto: Thimberland! Che scherzo del destino, ero appena uscito! Non sento più le zampe, è ora di affrontare il grande viaggio! Ora sapró finalmente che fine ha fatto il mio papà. Ecco di nuovo il gigante che viene a prendermi, sento il vento che si avvicina, manca poco! Inizia la tempesta di vento, Il rumore è un urlo fortissimo, spero almeno di non morire prima che finisca questa tormenta. Oddio! Non riesco a trattenermi il vortice sterminatore mi solleva, è terribile! Vedo una mia povera zampa che vola via e mi precede nella tempesta, dolore! Ora sono in un tunnel grigio interminabile, se questa è la morte non è bella di certo. È buio, sempre più buio poi un tonfo, silenzio! È finita, almeno è quello che sto pensando. Chiudo gli occhi per l'ultima volta. Li riapro, il fumo si dirada. C'è molta polvere qui, peró fa caldo. Sono vivo! Ad un tratto mi sento sfiorare da delle larve di non so quale tribù. Mi viene incontro il capo, almeno credo che sia lui che comanda. Sembra una faccia conosciuta, sembra proprio quella vecchia carcassa di mio padre, è lui!: "PAPÀ aiutami ti prego!" - "Vans? Sei tu??? Ma, sei proprio tu! il mio piccolo Vans finalmente è venuto a trovarmi nel mio regno?? Congratulazioni caro il mio bel blattone e benvenuto sul pianeta Verde-Bianco, meglio conosciuto col nome di Worwek. Si sta stretti è un po' sporco ma sono mesi che si fa baldoria! E la mamma come sta?" e io timidamente: "Papà, sai come vanno le cose... Tu non c'eri lei era sola, indifesa, una scopata ed è volata in cielo". - "eh si figlio mio, non si è più forti come un tempo, basta una scopata e sei morto, ma non pensiamo alla morte, pensiamo alla vita!". Sono contento, sono vivo. Anche senza una zampa e col muso un po' acciaccato posso campare alla grande in questo caldo rifugio. Poi una zampa in meno cosa vuoi che sia? Ho conosciito gente che ne aveva solo 4! Bravo il mio Papà che si è proprio sistemato per bene. L'unica cosa che mi rende un pochino preoccupato è la frase che ha appena sussurrato il mio vecchio prima di presentarmi agli amici. Cosa vuol dire: "goditela alla grande su Worwek tanto il sacchetto non lo cambia mai nessuno"??!??? Bah alcune volte penso proprio di fare una vita da scarafaggio...

lunedì 6 giugno 2011

Nella valle dell'eco


Non c'è due senza tre. Non credo che l'editoria si sia mai accorta della nascita dei miei due blog, figuriamoci del terzo. Per non parlare dei lettori, nessuno legge quello che scrivo. E allora perchè scrivere? Perchè continuare? Sono un testardo logorroico e sinceramente le 140 lettere di Twitter mi vanno strettine. Uso Facebook con una giustificata diffidenza, odio fare copia incolla e aborro il Tag. Il blog invece è una specie di repubblica delle banane: io scrivo, i lettori possono commentare, e siccome ho pochissimi lettori ho anche pochissime critiche, uno spettacolo! È un po' da pazzi ma forse è questa la cosa che mi piace di più. È come sporgersi dal ciglio della valle dell'eco fare un sussurro e aspettare un urlo di riflesso. Nasce quindi skipsnacknote, un modo semplice per dare voce ai pensierini della sera. Spero che qualcuno, dall'altra parte della valle sia disposto ad ascoltare i miei sussurri.... Ma per favore non gridate, ho un mal di testa da guinness. 

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