mercoledì 20 giugno 2012

Gp Valencia

Di solito non scrivo mai il primo giorno, perchè il viaggio, di solito, è sempre lo stesso, dovunque uno sia diretto. Ma oggi riprendo a seguire la Formula 1 dopo un lungo periodo d'assenza e il viaggio ha un sapore diverso. Sono a bordo di un A320, posto 10A, strano pure questo: non scelgo mai il finestrino, eppure. Eppure ho un amarezza che non so spiegare e che nemmeno la scelta tra "dolce o salato" dello stewart riesce a placare, scelgo il salato e da bere arancia rossa. È ovvio che dopo 19 anni in Formula 1 sapere che questo è forse l'ultimo gp di Valencia a cui parteciperó è una botta tremenda. La mia compagnia purtroppo non è riuscita a spuntarla nell'acquisizione dei diritti sulla Formula 1. E anche se ci sono persone e che si sbracciano nel rassicurare che niente cambierà, dopo due decenni d'esperienza, ho imparato a diffidare delle parole, rispettandole sempre e comunque.... Verba volant e ca' nisciuno e fess', non era proprio così. Esco un momento dal filo, ma chi è abituato a leggere le mie divagazioni mi capisce. Non capisco invece perchè certi salatini che vengono distribuiti sugli aerei non si trovino a terra: troppo buoni! Ne prendo un altro. Di solito Valencia é anche un momento per ritrovarsi,tutti approfittano dell'occasione per portare la famiglia. Invece mi trovo seduto solo in quest'aereo sul posto 10A, circondato da orde di ragazzini usciti da qualche istituto, con la mia famiglia a terra ad aspettare il mio ritorno. Non ho trovato uno straccio di volo, tutto pieno. Sarà colpa degli ottimi salatini? Passa lo stewart e tento di conquistare il terzo pacchetto, mi guarda con disprezzo, abbozzo una faccia da labrador affamato mah, ma lui non ci casca e tira dritto. Vorrei gridare: "Perchè? Perchè?!?" desisto. Mi sporgo un attimo e guardo dal finestrino, il posto 10 è proprio sull'ala. Il cielo e azzurro come sempre in quota, mentre sotto non si vede nulla di più di una coltre di nubi interminabile, in Italia il tempo mette al peggio. È curioso vedere tutto quest'immenso che stranamente non cambia di una virgola, anche l'aereo non sobbalza, non si muove nemmeno il goccio d'arancia rossa nel mio bicchiere, forse invece di partire son dipartito? Aspetto che finiscano le nubi mentre butto giù l'ultimo sorso del bicchiere, mi sistemo un po' il colletto della camicia nell'attesa dell'atterraggio. Finiti i salatini, finita l'aranciata, torna l'amarezza e con essa il distacco. Non c'è niente da fare, è come un tarlo che s'insinua nella testa. "Eh si forse è l'ultima Valencia". Lo dico ad alta voce e subito un tipo con vari sponsor sulla maglietta rilancia: "Anche perchè Valencia non è in calendario per il 2013". Ci scappa una risata, poi il solito tonfo che annuncia l'atterraggio. Torna il buon umore, prendo la borsa dalla quale scorgo un tubo blu: eh si, ho comprato uno zaino supertecnico per la corsa! Uno di quelli con la borraccia incorporata, devo provarlo subito. Il tempo di aspettare la solita valigia che non esce dal baggage claim e saró in strada. L'amarezza scivola via come se fosse acqua nel mio zaino nuovo, perchè la cosa importante nella vita è solo correre. Ma se poi la valigia non arriva? Porca puttana non è arrivata la valigia! Quant'amarezza.... Mavvaff...