giovedì 24 novembre 2011

ABU DHABI

Il sole e il caldo a Novembre non hanno prezzo, seguo la Formula Uno anche per questo. Sono al penultimo gp della stagione, cammino per le strade di Abu Dhabi in pantaloncini e maglietta, Il calore sulle ginocchia è una manna dopo aver corso un po'. I grattacieli mi sfiorano le spalle, sfondano il cielo sfidando la forza di gravita con forme sinuose. Non è una città, è un organismo che muta ogni giorno. Me ne sono accorto lavorando alcune immagini dell'anno precedente, lo skyline visto dal mare cambia ogni giorno. Giro tra i palazzi in costruzione e viadotti a cinque corsie. Abu Dhabi diventerà presto la Manhattan d'oriente, i nomi sulle strade, stanno via via per essere sostituiti dai numeri delle street e delle avenue. Addio alle targhe dedicate a personalità che poi alla fine si chiamano tutte Zayed, Cambia solo il titolo: da "Sceicco" ad "emiro" a "sultano" a "nostro padre". Darsi un appuntamento ad Abu Dhabi è un terno al lotto, anche perchè la numerazione delle strade è sconosciuta ai taxisti ancora rispettosi delle ricchissime personalità stampate sulle vie. Poi c'è il problema non da poco della lunghezza di questi nomi tipo: Sheikh Rashid Bin Saeed Al Maktoom Street, un cartello di 4 metri e mezzo per indicare una strada. È come se in Italia aprissero:"Via del Presidente della Ferrari ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo", per quando hai finito di leggere hai passato l'incrocio. Fortunatamente a tutti gli incroci è permesso fare una bella inversione a U, c'è proprio il cartello che invita a farlo. Insomma, è impossibile perdersi nella down town di Abu Dhabi, più difficile sicuramente la periferia. Tutto è ancora in costruzione, mancano gli svincoli e se ci sono sono enormi, infiniti. Tangenziali che partono si allungano, passano sotto un ponte, sbucano dalla terra e cominciano a ruoteare su se stesse. Un incubo. All'altezza del nostro albergo c'è uno svincolo da non saltare assolutamente. La strada devia a destra di pochi gradi. Inizia una curva che curva praticamente non è. Lo sterzo è appena accennato e punta leggerissimamente alla mia dritta, sembra un difetto di convergenza. Inizi a girare, ma non c'è la senzazione di girare veramente, lo capisci dal sole e dalle ombre ma il sospetto é anche che sia il sole stia girando. Per fortuna c'è il paesaggio che cambia, ormai si è in pieno deserto e non ricordi più perchè cazzo stai ancora col volante che punta all'una e continui a svoltare ormai straconvinto di essere dentro un miraggio. E come in un miraggio, spuntano sempre due minareti enormi e capisci peró di essere a casa, è la grande Moschea Bianca, un vero capolavoro. Bellissima, il mio albergo è a pochi passi. Sono finalmente in Hotel, mi faccio una doccia e vado a dormire. Ripenso allo svincolo e mi viene da ridere, un cerchio perfetto di 6 km, li ho contati. Un cosa impensabile in Italia e in qualsiasi altra parte del mondo. Solo qui dove il nulla prende forma ogni giorno, si puó costruire sfidando ogni regola di buon senso. Finalmente sono nel mio letto, mi vien da ridere al pensiero di tutto quello che ho visto. L'albergo è molto bello, un cinque stellette. Non dico "stelle" perchè siamo nell'ala ovest del Circolo Ufficiali delle Forze Armate di Abu Dhabi. Pazzesco pure questo. Mentre prendo sonno mi domando se posso inserire questi miei 10 giorni come curriculum della mia trapassata storia militare. Ci si sveglia all'alza bandiera, ci si addormenta col silenzio e tutto, tutto deve essere fatto con estremo decoro e precisione. Non si possono consumare inutilmente gli asciugamani, altrimenti non vengono distribuiti il giorno dopo (tutto vero). Ora peró basta voglio dormire e non pensare più a niente, voglio solo dormire..... L'unico problema peró è riuscire a tenere nel letto la mia mano sinistra: sta ancora girando.

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