Vi è mai successo di essere stregati da un sogno? Beh spero vivamente di si. A me capita spesso d'immergermi nell'inconscio, di farmi una nuotata tra i sogni. È bello farsi accarezzare dall'oblio ad occhi chiusi. Il sogno si anima, ti culla dal profondo, ti trascina nell'intimo fino a farti sentire bene e cominci a fidarti del sogno stesso. Tutto ha un sapore dolcissimo il cibo, i fiori, il cielo. E proprio quando senti di avere in mano il mondo, proprio sul più bello, entra il più classico degli spettri che ti cancella tutto. Tutto quello che avevi appena costruito si sgretola, le margheritine diventano orchi da un chilo il cielo diventa scuro e l'unica arma che hai è cacciare un bell'urlo.
Stanotte per me è stata dura. Salto per il momento i dettagli, l'incubo è fresco, non ho tempo. Devo ricordare. Premetto che da quando è uscito al cinema il Signore degli Anelli i miei incubi hanno molta più fantasia rispetto a prima. È come se prima sognavo in economica e ora abbia il biglietto della business-class dei sogni. Lo spettro ha sempre delle variazioni standard: partiamo sempre da un vestito nero o grigio, armatura lucente, occhi invisibili, voce da Smigol e braccia lunghissime. Di solito entra, salta le presentazioni, travolge tutto e con la solita spada mi fa a pezzetti. Per fortuna che ormai ci conosciamo, entrambi abbiamo superato gli anta. Ci rispettiamo. Ieri per esempio è stato pazientissimo, mentre stava per staccarmi una mano, ha atteso quel poco per darmi modo di urlare, ma niente, nemmeno un gridolino sguaiato. Lo spettro allora mi ha guardato, ha inforcato le braccia quasi stizzito, come se fosse passato il suo turno, come se fosse in straordinario. E mi ha detto con voce terrificante: "mangiato pesante?". Beh, ho cacciato un urlo così sgrammaticato che se mi avessero sentito i Jetro Tull avrebbero inciso un nuova versione di Aqualum. Immediatamente ho cercato di ricostruire cosa cavolo abbia detto, sono sicuro che anche il mio amico spettro - dal mondo dei sogni - si stia domandando: "cosa cazzo ha detto?". Alla fine credo di aver sputato fuori un urlo cinese, come la cena di ieri: WANGTONG. Che tra l'altro non vuol dire nulla. Ho controllato, non c'è sul menu. La cosa che si avvicina di più sono i WON TON, i classici ravioli fritti. Una mano santa per i viaggi onirici. Torniamo al sogno: travolgente appassionante. Mi piace esserne immerso. Il sogno è quella parte di desiderio che la vita non è in grado di darti e solo sognando si realizza. Credo di aver sognato una donna, mia madre, mia nonna o giu di lì. Camminavo con lei in un parco, mano nella mano. Tutt'intorno c'erano grandi palazzi, dovendo sceneggiare la Location direi un misto tra Shangai e New York. Ad un tratto tutto ha preso a girare vorticosamente la donna-madre-nonna che era con me ha cominciato a sentire freddo e a gelare. I suoi abiti lunghi si sono increspati di brina e il suo volto ha preso la forma di mille altri volti. Mi sono guardato in giro alla ricerca del mio spettro come per dirgli:"dai entra! Cosa aspetti?". Sicuramente era indaffarato con altri cento come me: ieri il Ristorante Cinese era pieno di gente. Ecco, forse questo leggero ritardo verso il risveglio, è la forma più vicina per sentire cosa c'è oltre noi stessi. Quel sentirsi perso e imprigionato per un istante dà l'idea vera che ci sia qualcosa, qualcuno. E il brivido che ci percorre la schiena ogni volta che ce ne accorgiamo, non è altro che il nostro amico spettro che saluta e va via.
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