
Il Gran Premio di Monza è qualcosa di speciale. Prima di tutto perché è parte della mia adolescenza, i primi viaggi, le prime esperienze sono legate a questo Gran Premio. La prima volta che sono venuto da queste parti avevo 15 anni, era anche la prima volta che mettevo il naso fuori di casa. Avevo guadagnato due soldi cogliendo frutta in campagna. Era una cosa comune 30 anni fa, ogni ragazzo faceva la stagione della "raccolta": pesche, meloni, cocomeri e uva a Settembre. Prendevo 10.000 lire al giorno, alla fine bastavano per un treno e un biglietto prato…. Come cambia il tempo.
Il Viaggio in treno era un incubo: non c’era mai posto, finivo sempre col dormire nei portabagagli sul corridoio sopra gli strapuntini. A rivedere oggi dove diavolo riuscivo a riposare mi fa sentire un mezzo eroe. Certo, a quel tempo tutto era lecito. Diciamo che le serate erano abbastanza STUPEFACENTI.
L’arrivo a Monza era incredibile. C’era sempre una nebbia fitta che ti entrava nelle ossa. I pulman per l’autodromo partivano sempre ore dopo il nostro arrivo. Sembrava che gli autisti aspettassero i primi sintomi di congelamento di alcuni di noi, quando cominciavano a veder cadere le prime teste, iniziavano la corsa.
L’ingresso al Tempio della velocità era quasi una liberazione. Tutti a caccia del miglior posto per vedere le prime gare di contorno e il warm up. Erano bei tempi, anche se le Ferrari non vincevano mai. C’erano quei maledetti della Mclaren che vincevano sempre, che sfrecciavano assieme alle Williams. Sinceramente, ora che ricordo, non ho mai visto (da spettatore) la Ferrari vincere a Monza, l’anno della doppietta Berger-Alboreto ero a Taranto a fare il marinaio.
Ho sempre sognato di far parte di questo mondo. Ho faticato per entrarci e ogni volta mi emoziono. Non finirò mai di ringraziare Ezio Zermiani che ha creduto a quello che il mio lavoro potesse offrire alla diretta, una volta terminate le prove o la gara. E a Gianfranco Mazzoni per gli anni fantastici della Ferrari Di Schumi e delle notti passate a pensare cosa potesse incuriosire il pubblico a casa, quali pezzi proporre appena finita la corsa. Ora invece sono sincero, mi sento un po “datato” non trovo più stimoli o spazio per esprimere la mia creatività. Forse è cambiato il modo di fare televisione. Ora c’è solo la DIRETTA: si misura la qualità in base al numero di interviste che si riesce a fare. Devo dire che alcune volte è pure interessante quello che ne vien fuori, altre volte sinceramente NO: si passa dalla diretta dal Paddock, alla diretta dal Ring, dall’opinione in diretta degli ospiti a Milano, alla precisazione dai Box, dal commento curioso in Pitlane, alla discussione puntuale in cabina, dalle bandelle che cambiano vorticosamente alla massimizzazione di non so più che cosa. Giuro, se non ci fosse un bravo regista (veramente bravo) a far vedere due immagini di Formula Uno, alcune volte sembra di assistere ad un Tg in diretta dal Quirinale, o da Piazza San Giovanni per il primo Maggio, o da un Ministero per una crisi internazionale, o da un tribunale qualsiasi. Non c’è più spazio per il montaggio è questa la verità e ogni anno è peggio. Speravo di lavorare, come sempre accade qui a Monza, per la televisione Belga: lì fanno uno speciale di 40 minuti tutto MONTATO e va in onda prima della gara. Invece anche quello è saltato. Ho incontrato il giornalista belga e mi ha detto che prima della gara non ci sarà un bel nulla se non un collegamento in diretta. “Time has changed” mi ha detto. Devo solo abituarmi a tutto questo….. Ma che fatica.
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