Il giorno del Gran Premio Inizia la mattina presto figuriamoci qui in Bahrain. Leggo un articolo sul solito mensile che mi accompagna ad ogni trasferta. Sono a pagina 42, si parla di empatia, che bella cosa sarebbe se ognuno di noi ne avesse un po' di più. Volevo andare a correre ma qui a Manama la situazione non è tranquilla. La notte scorsa c'è stata una vittima, l'autostrada che taglia il deserto unendo il circuito e la capitale, è stata occupata dai manifestanti. Di solito passo per l'isola di Sitra e invece ieri ero proprio lì. Ho attraversato i tumulti in un silenzio innaturale, il fuoco invadeva tutta la corsia opposta, la polizia era ovunque. Brutta storia.
Ho dei lavori da fare e decido di andare prima a lavoro, abbandono la lettura a metà e vado in macchina con Filippo, Franco e l'impassibile Bort. Si scherza un po' ma si ripassano anche gli ultimi post di twitter per vedere la via più sgombra, decidiamo per Sitra. La strada è libera, non c'è traffico, la gente è rintanata in casa. Le scritte della protesta sui muri della citta sono state cancellate con un colore nero orribile, tutto tace. Il caldo non opprime più di tanto, forse è l'unica cosa che apprezzo oggi. Mentre si scaldano i motori per la partenza scarto l'ultima cialda di caffè a disposizione del gruppo, traserta nervosa. La partenza è esaltante, le Ferrari danno l'idea di valere più di quanto si possa sperare ma è un miraggio che dura metà gara. Immenso Raikkonen come sempre, vola fino al secondo posto ed è come un tarlo nella testa di un Vettel preoccupato della sua leadership. Si vede una Force India sullo schermo, meno male. Giovedi scorso alcuni meccanici si sono trovati in mezzo agli scontri e la squadra indiana ha deciso di non partecipare alle seconde libere del venerdi. Non c'è niente che possa provarlo ma stranamente le vetture di Hulckenberg e Di Resta sono state ignorate per tutte le qualifiche.... Rappresaglia mediatica? Spero di no. Intanto Vettel taglia il traguardo con Raikkonen che segue a pochi metri. Grande Lotus anche perchè Grosjean è pure lui sul podio. I pezzi da montare sono tanti e non mancano momenti di tensione tra me e i tecnici del master control. Proprio quando sto mandando l'ultimo invio, un classico: salta l'energia e gli Avid si spengono come le mie speranze di una pasto caldo. Non scrivo quanti santi ho staccato dalla parete della mia pazienza.
Alla fine torno in Hotel stanco ma felice. Era importante che tutto andasse bene, ed è stato fondamentale avere due grandi amici come Marco e Andrea vicino. Mentre apro la porta della mia immensa stanza d'albergo penso a quanto sia stato assurdo venire qui. Ho ancora negli occhi le immagini di una trasferta difficile: le fiamme in autostrada, i blindati schierati alle porte della città di Sitra, il filo spinato che chiude piazza della Perla. Riprendo il mio giornale la pagina è la stessa 42. La lettura è interessante, dei ricercatori dell'università di Chigago, in alcuni test di laboratorio, hanno messo dei topi di fronte a due alternativre: mangiare cioccolata o liberare un compagno imprigionato in un tubo. 23 topi su 30 hanno preferito liberare prima il compagno e poi condividere la cioccolata. I risultati indicano che l'empatia, la condivisione della sofferenza altrui, sia molto antica e radicata in ogni specie vivente. Il comportamento risalirebbe a 60 milioni di anni fa, quando primati e roditori avevano un antenato comune. Penso che tristezza, 60 milioni di anni cancellati nello spazio di un Gran Premio. Come al solito il circo della Formula Uno ha preferito mangiare la "cioccolata" che liberare un popolo indifeso.


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